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Google lancia Gemini Omni e 3.5: Come usarli per il Vibe Coding in AI Studio
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Google lancia Gemini Omni e 3.5: Come usarli per il Vibe Coding in AI Studio

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Federico Costa

5 min read

Google I/O 2026: Cosa cambia con i nuovi modelli Gemini Omni e 3.5 Flash

A Google I/O 2026, il colosso di Mountain View ha tirato fuori due novità che stanno facendo parecchio rumore nel mondo del Vibe Coding: Gemini Omni e Gemini 3.5 Flash. Se non sapete ancora cosa sono, tranquilli, ve lo spiego in due parole.

Gemini Omni è il modello più potente e versatile, capace di lavorare con testo, immagini, audio e video tutto insieme. Gemini 3.5 Flash, invece, è la versione "leggera" ma velocissima: costa meno e risponde quasi istantaneamente. Perfetto per chi vuole usarla per task a bassa "richiesta cognitiva" o per direttamente scrivere codice.

Un dettaglio tecnico importante che mi preme spiegarvi: questi modelli hanno quella che si chiama finestra di contesto enorme. In parole semplici, significa che l'AI riesce a "ricordarsi" molte più righe di codice e conversazioni precedenti rispetto ai modelli vecchi. È come avere un PC con tantissima RAM, puoi aprire tutti i programmi che vuoi.

Sul blog ufficiale di Google, hanno spiegato come questi annunci cambiano il gioco per chi sviluppa con l'IA. Non è solo una questione di velocità: è un salto qualitativo nel modo in cui possiamo dialogare con le macchine per costruire cose.

Perché la velocità di questi modelli è fondamentale per creare app con Gemini?

Quando si inizia a fare Vibe Coding, la velocità non è un optional. È la differenza tra una sessione di sviluppo che vi entusiasma e una che vi frustra dopo venti minuti.

Immaginate questo scenario: scrivete un prompt per generare la prima versione della vostra app, l'AI vi risponde in tre secondi invece di venti. Subito dopo, trovate un bug e chiedete una modifica. Con Gemini 3.5 Flash arriva altrettanto veloce. Potete iterare, sperimentare, perfezionare senza pause frustranti. È un flusso di lavoro che non vi interrompe mentalmente. E in un mondo in cui siamo abitutati a tutto e subito, gli sviluppatori hanno riconosciuto che questo elemento incide molto.

C'è un altro vantaggio che spesso dimentichiamo. Quando l'AI ha una finestra di contesto ampia (come fanno questi nuovi modelli), non dovete più raccontarle ogni volta da zero cosa stavate facendo. Potete incollare tutto il codice del vostro progetto (o passare il riferimento dei file) nel prompt e l'AI capisce il contesto completo.

Vibe Coding tutorial: Come usare Google AI Studio passo dopo passo

Passiamo alla pratica, che è quello che conta davvero. Vi guido ad accedere a Google AI Studio e a fare il vostro primo esperimento serio.

Accedere a Google AI Studio: è gratuito (almeno per iniziare)

Andate su ai.google.dev/aistudio. Avete bisogno di un account Google, nulla di più. Non dovete pagare niente per iniziare a sperimentare. Questo è un grande vantaggio rispetto ad altre piattaforme: potete buttarvi dentro subito senza ansia finanziaria.

Setup iniziale e configurazione

Una volta dentro, vi troverete davanti a un'interfaccia pulita. Sulla sinistra vedete "New chat" o "Create prompt". Cliccate su "Create prompt" se volete iniziare a lavorare su un progetto vero.

Ecco cosa vi consiglio di impostare:

  • Scegliete Gemini 3.5 Flash come modello di partenza. È veloce e perfetto per imparare
  • Lasciate la temperature a 1 (valore standard): così l'AI è creativa ma non impazzisce
  • Non toccate le impostazioni avanzate per ora

Nel campo che vedete al centro, iniziate a scrivere il vostro prompt. E qui arriviamo al bello.

Il vostro primo prompt efficace

Non scrivete semplicemente "Crea un'app". Siate specifici. Ecco un esempio di prompt decente:

"Crea una semplice app web in HTML e JavaScript. Deve essere una to-do list: l'utente scrive un compito, preme enter, il compito appare nella lista. Deve poter cancellare ogni elemento. Stile minimalista, colori scuri."

Vedete? Avete detto cosa volete (to-do list), come funziona (scrivere, enter, cancellare), come deve apparire (minimalista, colori scuri). Questo non è un prompt vago. L'IA capisce e genera codice pulito che potete usare subito.

Premete invio e aspettate tre secondi con Gemini 3.5 Flash. Avrete il vostro codice pronto. Copiate e incollatelo in un file HTML locale, apritelo nel browser. Boom: la vostra app funziona.

Se volete aggiustare qualcosa, non ricominciate da zero. Continuate la conversazione nello stesso chat. Scrivete: "Aggiungi un bottone che cancella tutta la lista". L'AI capisce il contesto (ricorda quello che ha fatto prima) e fa solo la modifica che chiedete.

Pronto a lanciare la tua idea? I prossimi passi nel mondo del Vibe Coding

Se siete arrivati fin qui, significa che il Vibe Coding vi intriga. E ha senso: è il modo più immediato per trasformare un'idea in un'app che funziona davvero.

Quello che vi ho raccontato oggi è solo la base. La vera magia del Vibe Coding non è solo generare codice velocemente. È imparare a dialogare con l'IA in modo strategico, a strutturare i vostri progetti, a capire come combinare più prompt per creare applicazioni complesse.

Google AI Studio è gratuito e fantastico per sperimentare, ma se volete davvero imparare il metodo, serve qualcosa di più strutturato. Per questo vi suggerisco di dare un'occhiata al nostro corso di Vibe Coding per principianti. Non è una lezione frontale noia: è una guida pratica che vi insegna a pensare da sviluppatore senza dover imparare Python o JavaScript per sei mesi.

Se curiosi e volete scoprire tutto quello che offriamo, esplora tutti i corsi di VibeDojo. Abbiamo materiale per chi parte da zero e per chi ha già qualche esperienza.

E se volete altri contenuti come questo, date un'occhiata alle altre guide e tutorial sul nostro blog. Vi aspettano altri articoli su come sfruttare al massimo le nuove funzioni di Gemini e come stare al passo con le novità di Google I/O 2026.

La velocità di Gemini Omni e Gemini 3.5 Flash non è solo un dettaglio tecnico: è l'inizio di un'era dove chiunque può creare app senza aspettare anni di university. Voi avete gli strumenti. Adesso tocca a voi usarli.

Ci sentiamo nel prossimo articolo!

A presto

Federico

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