Cos'è il Vibe Coding e cosa cambia davvero dopo 6 mesi con Cursor AI?
Vi racconto una cosa: quando ho iniziato a usare Cursor in modo serio, pensavo che avrei potuto delegare interi progetti all'AI e basta. Premere un bottone e farmi un caffè. Non funziona così, ovviamente.
Il Vibe Coding non è "dire al computer cosa fare e lui lo fa." È più una collaborazione continua tra voi e un'intelligenza artificiale che capisce il codice, legge quello che state scrivendo e vi suggerisce il passo successivo. È come avere uno sparring partner che non dorme mai e conosce qualsiasi libreria tecnica.
Dopo 6 mesi di utilizzo intenso, vi dico cosa è realmente cambiato. Primo: scrivo codice il 40-50% più veloce. Non perché l'AI scrive al posto mio, ma perché mi toglie gli attimi morti. Secondo: leggo documentazione tecnica complessa con meno frustrazione, Cursor mi aiuta a capire cosa significa una funzione oscura in un attimo. Terzo: commetto meno errori stupidi, quelli dovuti alla stanchezza o alla distrazione. Ma no, non è "magia", è uno strumento che funziona bene solo se sai come usarlo.
Come usare Cursor per sviluppare?
Allora, il vero superpower dell'AI oggi è questo: generare l'impalcatura iniziale del vostro progetto. Non il progetto completo e perfetto, ma la struttura di base, quella che vi fa dire "da qui posso partire."
Online c'è dibattito su questo: molti dicevano che l'AI era overhyped, che non riusciva a completare niente. Secondo me la usavano male. Davano prompt di tre righe e poi si sorprendevano che il risultato era deludente. (E secondo me molti hanno anche bias di conferma ricordando quando non funziona bene).
Ecco cosa per me funziona davvero:
Step 1: il prompt iniziale Non dite "fammi un'app." Dite: "Voglio uno script Python che legga un CSV con email e li validi in base a [criteri specifici]. Output: salva le email valide in un nuovo file." Dettagli chiari.
Step 2: appena Cursor genera il codice, leggete e modificate Non copiate e incollate ciecamente. Capite cosa ha scritto. Se una riga non vi convince, cambiatela. È in questo momento che l'AI vi insegna.
Step 3: dialogo iterativo Vedete un bug? Chiedete a Claude in Cursor: "Perché qui mi ritorna null?", L'AI capisce il contesto del vostro codice e vi dà una risposta quasi sempre giusta.
La parte interessante: quando avete una base solida, il lavoro creativo torna tutto a voi. L'AI non decide l'architettura, la guidate voi.
Creare app con AI: quali sono i 3 progetti pratici da cui partire oggi?
Qui devo essere sincero: evitate di promettervi un'app tipo Instagram con Cursor. Non è che non sia possibile, è che perderete tempo a litigare con l'IA su dettagli e correzioni.
Concentratevi su micro-tool utili: cose che risolvono un problema vero, anche piccolo, e che potete finire in una settimana.
Progetto 1: Web scraper automatico
Volete raccogliere dati da un sito (prezzi, notizie, commenti) senza copiar-incollare a mano per tre ore? Cursor vi genera uno script Python in 5 minuti. Vi da il template di Beautiful Soup o Selenium, voi modificate i selettori CSS per il vostro sito specifico, e boom, avete uno scraper che potete lanciare ogni mattina.
Bonus: imparate come funzionano i selettori. Non è rocket science.
Progetto 2: Automazione di task noioso al computer
Avete una cartella con 200 file PDF e dovete renominarli secondo una logica precisa? O esportare dati da un'app manualmente ogni giorno? Uno script che fa questo per voi non è sexy, ma vi salva da 2 ore settimanali di noia.
Cursor genera lo script (Python con automazione desktop, Node.js con file system, quello che serve), voi lo lanciate e basta. La figata di questo progetto è che imparate il concetto di automazione real-world.
Progetto 3: Dashboard per visualizzare i vostri dati
Se avete dati (fosse anche un foglio Excel con i vostri movimenti bancari, le abitudini di sonno, quello che volete), potete fare una semplice dashboard web con React o Vue, collegata a un database.
Cursor vi genera il template, voi lo personalizzate col vostro design. Non deve essere bellissima, deve essere vostra e funzionare.
Perché questi tre? Perché:
- Sono completati in 3-7 giorni.
- Insegnano concetti solidi: lettura web, automazione, frontend.
- Imparate a debuggare code che non è 100% perfetto.
Il workflow ideale: cosa evitare e come collaborare con Claude
Ci sono trappole silenziose quando usate Cursor quotidianamente. Non è che l'AI vi inganna, è che voi iniziate a fare cose che sembrano giuste ma non lo sono.
La trappola numero uno: l'over-engineering.
L'AI vi genera codice che funziona, ma non sempre è elegante. Magari fa tre passaggi quando ne basterebbe uno. Oppure aggiunge dipendenze che non servono. Se non leggete il codice con attenzione, se non vi fate la domanda "perché ha scelto questa strada?", vi ritrovate con file pieni di roba inutile.
Soluzione: ogni 50 righe di codice generate, fermatevi. Leggete. Chiedete a Claude: "Possiamo fare questo in modo più semplice?"
La trappola numero due: il "codice incontrollato".
Aggiungete una feature, poi un'altra, poi un'altra. Senza refactoring. Senza organizzazione. Dopo due settimane il vostro progetto è un casino. L'AI vi ha dato i pezzi, ma avete perso la mappa mentale del tutto.
Preveniamo così: stabilite un flusso di lavoro iterativo.
Ecco cosa funziona per me:
- Prompt iniziale chiaro: "Ho bisogno di X con [vincoli specifici]."
- Review del primo output: Leggo tutto. Cambio quello che non mi piace.
- Una feature alla volta: Non aggiungete cinque cose assieme.
- Dialogo continuo con Claude: Non "fatemi un'app", ma "ho questo bug", "voglio aggiungere questo, cosa pensi?", "questo codice è pattern corretto?"
- Test manuale prima di aggiungere altro: Accertatevi che la feature funziona davvero.
Il punto è questo: l'AI in Cursor è uno strumento. Non rimpiazza la vostra capacità di decision-making. La amplifica.
Molti utenti, ho letto discussioni al riguardo, dicevano che dopo 6 mesi avevano scritto una marea di codice ma non capivano nulla. Avevano delegato il pensiero. Non fatelo.
Il workflow che vi propongo è diverso: voi guidate, l'AI accelera. Voi capite sempre quello che state costruendo.
Se volete sperimentare davvero il Vibe Coding e partire con le fondamenta solide, vi consiglio il nostro corso di Vibe Coding per principianti. Non vi insegniamo solo a gridare cose a un modello d'AI, vi insegniamo il pensiero che sta dietro, come strutturare un progetto, come leggere codice generato.
Nel frattempo, provate i tre progetti che vi ho descritto. Usate Cursor. Fallite, imparate, trovate il vostro flusso.
Se volete altri spunti, abbiamo altre guide sul nostro blog. E se siete curiosi su cosa offriamo, potete sempre scoprire i corsi VibeDojo, non sono solo per chi parte da zero, anche per chi vuole accelerare il workflow con l'AI.
La domanda non è più "posso usare l'AI per programmare?", è "come la uso al meglio senza diventare dipendente da essa?"
Ci sentiamo nel prossimo articolo!
A presto
Federico